Posts Tagged ‘urbanismo open source’

8º festival internacional eme3: utopias becoming real_ exposición y debates

27/06/2013

eme3 2013 gravalosdimonte estonoesunsolarn

gravalosdimonte arquitectos participan a la 8ª edición del festival internacional eme3 Topias – utopias becoming real, que se celebrará en Barcelona del 27 de junio al 30 de junio en el Fabra i Coats bajo la temática de TOPIAS, el paso de las utopías a la realidad. Analizando, debatiendo, probando, equivocándonos y compartiendo lograremos que la inteligencia colectiva demuestre que las utopías pueden volverse realidades. Participamos con otros referentes internacionales en la xposición en la Fabra i Coats y al debate “Educación y comunicación hacia la transformación” moderado por Reyes Gallego de La Ciudad Viva el viernes 28, 22.00  h, junto a Stepienbarno, Hurbanohumano, Ariadna Cantís, Lemur.

http://www.eme3.org/?cat=56&lang=es

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estonoesunsolar progetto vincitore II Biennale dello Spazio Pubblico_ Premiazione conferenza e mostra_Roma Casa dell’ Architettura

16/05/2013

estonoesunsolar progetto vincitore 2ª Biennale Spazio Pubblico – Spazio pubblico|network|social innovation – Cittá Sociale

Biennale Spazio Pubblico Cittá Open Source Patrizia Di Monte - Ignacio Grávalos 2

Il concorso é promosso dall’ Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Istituto Nazionale Architettura (INARCH), La Casa dell’Architettura di Roma, Ordine Architetti PPC di Roma, Legambiente, Giovani architetti (GiArch) nell’ambito della 2° Biennale dello Spazio Pubblico del 2013.   Lo scopo é far emergere e sollecitare idee innovative che reinventino lo spazio pubblico in due ambiti:
1 | attraverso la progettazione di nuovi sistemi di riuso degli spazi pubblici, di ex-aree industriali, aree produttive o abitative dismesse.
2 | con la costruzione di network (reali o virtuali) e metodologie di co-working orientate all’innovazione sociale.
La sfida che lancia la Social Innovation è, infatti, quella di “riprendersi gli spazi e di attribuirgli nuovi segmenti di esistenza, rielaborando i vecchi modelli”. Una sfida che – dal basso e attraverso modelli deboli e supportati dalle nuove tecnologie – è tesa a rielaborare il concetto di spazio pubblico andando oltre le operazioni di recupero basate esclusivamente sul ricambio degli assetti fisici del tessuto urbano. Sistemi complessi quindi che con l’ausilio di network sociali e usi alternativi dello spazio (reale e virtuale) favoriscano processi di appropriazione “spontanei” e configurino “altri” modelli di condivisione urbana, contribuendo così a far emergere nuovi protagonisti, spesso informali e temporanei, e a ridare senso e significato allo spazio pubblico. (more…)