Posts Tagged ‘Riuso scali ferroviari’

Workshop “La sperimentazione dell’ edificio ibrido”, 5 progetti sperimentali Padiglione Arcipelago Italia, La Biennale di Venezia

31/10/2018

Gravalosdimonte arquitectos hanno partecipato al Workshop “La sperimentazione dell’ edificio ibrido”, nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia.  Mario Cucinella é il curatore di Arcipelago Italia per il MiBact. Durante il Workshop, gli architetti hanno presentato i risultati della ricerca sulle 5 aree interne selezionate dal curatore, con focus sul Laboratorio Basento nell’ ambito del quale é stata programmata una strategia di riuso per gli scali ferroviari, ed il progetto di Community Hub per Grassano Scalo. Presenti gli stakeholder coinvolti durante il percorso di partecipazione, Roberto Ciffarelli Assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, ed Alberto Giordano della Fondazione Matera 2019, l’ Universitá della Basilicata con la prof.ssa Chiara Rizzi tra altri partecipanti.

 

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DA SCALO FERROVIARIO A VIVAIO DI INNOVAZIONE. Video del progetto di GRAVALOSDIMONTE per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia

04/07/2018
“DA SCALO FERROVIARIO A VIVAIO DI INNOVAZIONE”. Video del progetto di GRAVALOSDIMONTE per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia

Progetto di ricerca di Ignacio Grávalos e Patrizia Di Monte per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia, curatore Mario Cucinella.

Storicamente i fondovalle lucani sono stati esclusi dai processi di insediamento del territorio. L’infrastrutturizzazione del territorio era quindi legata a sistemi di crinale che solo in casi specifici attraversavano le vallate trasversalmente. A partire dall’età moderna è stata insediata una prima infrastruttura di fondovalle. Su questo sistema insistono oggi le più consistenti arterie della gomma e del ferro, costruite a partire dal secondo dopoguerra.
La valle del Basento è rappresentativa di una condizione tipologica nella quale il sistema infrastrutturale moderno non è mai stato incluso in un territorio ancora fortemente legato ad una condizione rurale. Segni di questo rapporto interrotto sono la sostanziale assenza di centri di fondovalle rilevanti. Questi, quando presenti, si riferiscono ai toponimi storici di crinale, con l’aggiunta della locuzione scalo, e in molti casi non presentano caratteri residenziali evidenti.
L’assenza di relazione tra territorio e infrastruttura ha prodotto un paesaggio interrotto. Effetto principale di tale interruzione è la bassa qualità ambientale del fondovalle, in alcuni casi compromessa da attività produttive deregolamentate, mai integrate nel sistema. Come conseguenza, gli scali sono incapaci di fornire alle aree interne (di elevato valore paesaggistico e culturale) una porta di accesso adeguata ai loro significati.
Prendendo il caso studio della valle del Basento, la strategia territoriale propone la riattivazione degli scali di fondovalle come polarità di un sistema che lavora per sinergia orizzontale -tra gli scali stessi- e verticale tra gli scali e i borghi di crinale. Gli scali vengono quindi trasformati da nodi intermodali a nodi aperti al territorio, rispondendo a necessità di sistema e alle specificità dei luoghi di prossimità.
All’interno di questa rete, lo scalo di Ferrandina e lo scalo di Grassano, possono essere intesi come laboratori tipologici e cerniera di comunicazione tra il sistema locale ad elevato valore culturale/ambientale (Matera il primo, il parco delle piccole Dolomiti Lucane il secondo) ed i sistemi infrastrutturali macro-territoriali.

https://divisare.com/projects/388802-ignacio-gravalos-lacambra-patrizia-di-monte-gravalosdimonte-arquitectos-urban-reports-da-scalo-ferroviario-a-vivaio-di-iniziative-di-cittadinanza-per-le-colline-materane