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DA SCALO FERROVIARIO A VIVAIO DI INNOVAZIONE. Video del progetto di GRAVALOSDIMONTE per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia

“DA SCALO FERROVIARIO A VIVAIO DI INNOVAZIONE”. Video del progetto di GRAVALOSDIMONTE per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia

Progetto di ricerca di Ignacio Grávalos e Patrizia Di Monte per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia, curatore Mario Cucinella.

Storicamente i fondovalle lucani sono stati esclusi dai processi di insediamento del territorio. L’infrastrutturizzazione del territorio era quindi legata a sistemi di crinale che solo in casi specifici attraversavano le vallate trasversalmente. A partire dall’età moderna è stata insediata una prima infrastruttura di fondovalle. Su questo sistema insistono oggi le più consistenti arterie della gomma e del ferro, costruite a partire dal secondo dopoguerra.
La valle del Basento è rappresentativa di una condizione tipologica nella quale il sistema infrastrutturale moderno non è mai stato incluso in un territorio ancora fortemente legato ad una condizione rurale. Segni di questo rapporto interrotto sono la sostanziale assenza di centri di fondovalle rilevanti. Questi, quando presenti, si riferiscono ai toponimi storici di crinale, con l’aggiunta della locuzione scalo, e in molti casi non presentano caratteri residenziali evidenti.
L’assenza di relazione tra territorio e infrastruttura ha prodotto un paesaggio interrotto. Effetto principale di tale interruzione è la bassa qualità ambientale del fondovalle, in alcuni casi compromessa da attività produttive deregolamentate, mai integrate nel sistema. Come conseguenza, gli scali sono incapaci di fornire alle aree interne (di elevato valore paesaggistico e culturale) una porta di accesso adeguata ai loro significati.
Prendendo il caso studio della valle del Basento, la strategia territoriale propone la riattivazione degli scali di fondovalle come polarità di un sistema che lavora per sinergia orizzontale -tra gli scali stessi- e verticale tra gli scali e i borghi di crinale. Gli scali vengono quindi trasformati da nodi intermodali a nodi aperti al territorio, rispondendo a necessità di sistema e alle specificità dei luoghi di prossimità.
All’interno di questa rete, lo scalo di Ferrandina e lo scalo di Grassano, possono essere intesi come laboratori tipologici e cerniera di comunicazione tra il sistema locale ad elevato valore culturale/ambientale (Matera il primo, il parco delle piccole Dolomiti Lucane il secondo) ed i sistemi infrastrutturali macro-territoriali.

https://divisare.com/projects/388802-ignacio-gravalos-lacambra-patrizia-di-monte-gravalosdimonte-arquitectos-urban-reports-da-scalo-ferroviario-a-vivaio-di-iniziative-di-cittadinanza-per-le-colline-materane

Publicación artículo”Burguer City. Repercusiones de los modos de producción en la ciudad contemporánea” en revista cientifíca DEARQ Colombia

Hoy se publica nuestro artículo “Burguer City. Repercusiones de los modos de producción en la ciudad contemporánea” en la revista científica DEARQ, Colombia.

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Abstract:

The scientific work revolution that took place in the early twentieth century, represented a social and cultural transformation. The innovative way to address production processes, modified those models that structured industrial society. Increasingly, these issues seem to have conditioned the way of thinking in the new metropolis. This article puts together these  production-society-city parallelism, since these three factors are univocally linked, and thus, tries to analyze various keys of contemporary reality.

Key words: Industrial society, post-fordism, generic city, postmodern city.

Artículo completo en este enlace:

http://dearq.uniandes.edu.co/sites/default/files/articles/attachments/13_dearq19_dossier01.pdf

estonoesunsolar trai 20 progetti di bene comune esposti alla Biennale di architettura di Venezia 2016, Padiglione Italia

biennale 2016 gravalosdimonte estonoesunsolar

Estonoesunsolar sará uno dei 20 progetti esposti nel Padiglione Italia della 15ª Biennale di Architettura di Venezia 2016, é verrá rappresentato dagli architetti Patrizia Di Monte ed Ignacio Grávalos. Oggi la cerimonia di inaugurazione, con la presenza di Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Paolo Barattta, presidente della Biennale di Venezia, Alejandro Aravena, commissario XV Biennale Architettura di Venezia, Federica Galloni, commissario del Padiglione Italia e direttore generale Arte Architettura Contemporanea e periferie urbane e TAM associati, team curatoriale.

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 “TAKING CARE, Progettare per il bene comune / Designing for the common good” è il titolo del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2016. Architettura come servizio alla comunità, cura degli individui, degli spazi, dei luoghi, dei principi e delle risorse. Per un’architettura che faccia la differenza, secondo il proposito di TAMassociati, il team curatoriale di questa edizione del Padiglione,  composto da Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso.
Un’architettura partecipata e intelligente, in grado di scardinare gli status quo e di immaginare un futuro migliore. Un progetto proposto alla Biennale Architettura 2016 con l’intenzione di radicarsi e riprodursi al di fuori di essa, per generare una nuova consapevolezza civica. Un’architettura al servizio del bene comune sociale, baluardo contro le frontiere create da marginalità ed esclusione. “Le periferie sono la vera sfida del XXI secolo, luoghi in cui vive, lavora e sogna la grande maggioranza degli abitanti delle nostre città. Organizzare questi spazi, connetterli ai grandi flussi metropolitani rispettandone le identità, restituire loro bellezza e armonia è il grande ruolo che gioca l’architettura in questo contesto” dichiara Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Il tema della 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia – scelto dal Direttore artistico Alejandro Aravena – indaga la necessità di coniugare l’architettura con la qualità della vita delle persone. Questo è avvalorato da Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, che dice: “Abbiamo temuto che l’architettura rischiasse di non avere altre alternative, oltre a quella della realizzazione di interventi spettacolari o di bricolage. Questa Biennale vuol dirci che l’architettura è partecipe di una grande finalità: dar forma allo spazio comune.”
Le periferie, territori in continua trasformazione e aperti alla sperimentazione, affrontano i cambiamenti della contemporaneità. Ma la cultura può fare molto per le periferie, in particolare nella missione della DGAAP, che vede tra i suoi compiti proprio la promozione di politiche culturali volte a sostenere processi virtuosi di riqualificazione. Federica Galloni, a capo della Direzione generale Arte, Architettura contemporanee e Periferie urbane, sottolinea: “Al di là degli interventi specificatamente urbanistici o di politica sociale sulle periferie, l’architettura può e deve fare molto: è questa la principale missione della Direzione generale che vede tra le sue azioni la promozione della qualità del progetto di architettura e di politiche culturali volte a sostenere processi virtuosi di riqualificazione”.

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estonoesunsolar member of Placemaking Leadership Council + interview by PPS Project for Public Spaces New York

ESTONOESUNSOLAR is a new member of Placemaking Leadership Council. Today @PPS_Placemaking (Project for Public Spaces) has published our interview held in their office in New York.

interview ESTONOESUNSOLAR PROJECT FOR PUBLIC SPACESmore:

http://www.pps.org/blog/not-empty-plot-finding-opportunity-emptiness-historical-city-zaragoza-2/

“Digital beach” ficciones sobre Zaragoza 2034 #Lab2034 #ZGZActiva

digital beach Gravalos Di Monte #LAB2024 Zaragoza ActivaComo todos los martes, a las nueve en punto de la noche, acudí a la playa. Esta vez, el software de ocio programado, me había asignado la hamaca nº 978-84-8383-029-1 y la franja horaria de “atardecer Vodafone”. Seleccioné la opción musical en mi archivo epitelial y me puse las gafas polarizadas, comenzando a tomar un baño magnético bajo la luz rojiza de Zaragoza.

Aquel año nos dimos cuenta de que el mundo se había quedado pequeño. La sociedad había cambiado, sin embargo la ciudad parecía haberse fosilizado. Las viejas estructuras del siglo XX no lograban dar el suficiente soporte al futuro, ese lugar donde pasaríamos el resto de nuestras vidas.

http://madeinzaragoza.es/lab2034-economia-urbana-en-la-zaragoza-de-2034/ Seguir leyendo “Digital beach” ficciones sobre Zaragoza 2034 #Lab2034 #ZGZActiva

@estonoesunsolar en el documental “Edificios – Proyectos colaborativos” de #la2RTVE

Mañana a las 12.00 finalmente se emite nuestro capitulo “Proyectos colaborativos” en la serie de documentales “Edificios” en la 2RTVE:

http://blog.rtve.es/somosdocumentales/

La última arquitectura contemporánea española en una serie única de ocho capítulos. Los proyectos más premiados de los últimos años examinados en profundidad por sus autores. Más de treinta arquitectos de prestigio internacional explican los aspectos más relevantes de su obra. Una oportunidad excepcional para conocer al detalle las últimas tendencias de la arquitectura española a través de sus protagonistas.

España sigue siendo un referente de Arquitectura a nivel mundial. La arquitectura contemporánea española de los últimos veinte años es la expresión de un gran colectivo de arquitectos con una creatividad y una identidad propias y una excelencia profesional reconocida que exporta arquitectura a todos los puntos del planeta.

documental edifios LA2TVE estonoesunsolar gravalosdimonte

documental edifios LA2TVE estonoesunsolar gravalosdimonte 2

documental edifios LA2TVE estonoesunsolar gravalosdimonte 3Gracias a Marina Collazo y a la 2 RTVE !

 

estonoesunsolar in the MOMA exhibition + book Uneven Growth – Tactical Urbanism

MOMA estonoesunsolar Publication + exhibition Uneven GrowthEstonoesusnoalar takes part to the exhibition and book “Uneven Growth – Tactical urbanisms on expanding megacities“. Organized by curator Pedro Gadanho, the exhibition explores new architectural possibilities to address rapid and uneven urban growth around the globe. Uneven Growth brings together six interdisciplinary teams of researchers and practitioners to examine new architectural possibilities for six global metropolises:  Cohabitation Strategies, of Rotterdam and New York, is teaming up with local practice Situ Studio to look at the future of New York; MAS Urban Design at the ETH in Zurich is joining local practice RUA Arquitetos to take a stance vis-à-vis Rio de Janeiro; The MIT-based POP Lab is partnering with local practice URBZ to address urban change in Mumbai; Inteligencias Colectivas of Madrid is collaborating with local practice NLÉ Architects to propose ideas for Lagos; Network Architecture Lab of Columbia University in New York joins local practice MAP Office to deal with Hong Kong; and the Atelier d’Architecture Autogérée (AAA) of Paris, with local practice Superpool, will come up with proposals for Istanbul. Contributors: Phoebe Springstubb, Mimi Zeiger, SUPERPOOL, SITU Studio, MAP Office

The exhibition will be on view at MoMA from November 22, 2014 through May 10, 2015, and os accompanied by a publication of the exhibition projects and essays by leading urban and architectural scholars.

Opening November 19th 2014, 7:00pm,  Museum of Modern Art, 11 West 53rd St New York.