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Encuentro de #arquitecturascolectivas2019

Esta semana participamos al encuentro de #arquitecturascolectivas2019 en #palmademmalorca para el cual hemos sido seleccionado para presentar el Proyecto Europeo Horizon 2020  “Generative Commons Living Lab.  The exchange platform for formal groups or informal communities of citizens who manage fab-lab, hubs, incubators, co-creation spaces, social centres created in regenerated urban voids” y para participar al taller de definición de modelos de uso y gestión de edificios en cesión de uso.

Chiude il sipario della Biennale di Architettura di Venezia 2018 e si accendono i proiettori sulle aree interne. “Una strategia di riuso per gli scali ferroviari alla Biennale di Venezia”

Gravalosdimonte arquitectos hanno presentato la strategia di riuso degli scali ferroviari al Workshop “La sperimentazione dell’ edificio ibrido”, nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Durante il Workshop, gli architetti hanno presentato i risultati della ricerca su una delle 5 aree interne selezionate dal curatore Mario Cucinella, con focus sul Laboratorio Basento e sulla strategia di riuso per gli scali ferroviari, con zoom sul progetto per un Community Hub per Grassano Scalo e le colline materane. Presenti gli stakeholder coinvolti durante il percorso di partecipazione,  l’ Assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, la Fondazione Matera 2019, Euricse, l’ Universitá della Basilicata tra altri partecipanti.

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DA SCALO FERROVIARIO A VIVAIO DI INNOVAZIONE. Video del progetto di GRAVALOSDIMONTE per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia

“DA SCALO FERROVIARIO A VIVAIO DI INNOVAZIONE”. Video del progetto di GRAVALOSDIMONTE per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia

Progetto di ricerca di Ignacio Grávalos e Patrizia Di Monte per La Biennale di Venezia, Arcipelago Italia, curatore Mario Cucinella.

Storicamente i fondovalle lucani sono stati esclusi dai processi di insediamento del territorio. L’infrastrutturizzazione del territorio era quindi legata a sistemi di crinale che solo in casi specifici attraversavano le vallate trasversalmente. A partire dall’età moderna è stata insediata una prima infrastruttura di fondovalle. Su questo sistema insistono oggi le più consistenti arterie della gomma e del ferro, costruite a partire dal secondo dopoguerra.
La valle del Basento è rappresentativa di una condizione tipologica nella quale il sistema infrastrutturale moderno non è mai stato incluso in un territorio ancora fortemente legato ad una condizione rurale. Segni di questo rapporto interrotto sono la sostanziale assenza di centri di fondovalle rilevanti. Questi, quando presenti, si riferiscono ai toponimi storici di crinale, con l’aggiunta della locuzione scalo, e in molti casi non presentano caratteri residenziali evidenti.
L’assenza di relazione tra territorio e infrastruttura ha prodotto un paesaggio interrotto. Effetto principale di tale interruzione è la bassa qualità ambientale del fondovalle, in alcuni casi compromessa da attività produttive deregolamentate, mai integrate nel sistema. Come conseguenza, gli scali sono incapaci di fornire alle aree interne (di elevato valore paesaggistico e culturale) una porta di accesso adeguata ai loro significati.
Prendendo il caso studio della valle del Basento, la strategia territoriale propone la riattivazione degli scali di fondovalle come polarità di un sistema che lavora per sinergia orizzontale -tra gli scali stessi- e verticale tra gli scali e i borghi di crinale. Gli scali vengono quindi trasformati da nodi intermodali a nodi aperti al territorio, rispondendo a necessità di sistema e alle specificità dei luoghi di prossimità.
All’interno di questa rete, lo scalo di Ferrandina e lo scalo di Grassano, possono essere intesi come laboratori tipologici e cerniera di comunicazione tra il sistema locale ad elevato valore culturale/ambientale (Matera il primo, il parco delle piccole Dolomiti Lucane il secondo) ed i sistemi infrastrutturali macro-territoriali.

https://divisare.com/projects/388802-ignacio-gravalos-lacambra-patrizia-di-monte-gravalosdimonte-arquitectos-urban-reports-da-scalo-ferroviario-a-vivaio-di-iniziative-di-cittadinanza-per-le-colline-materane

Gravalosdimonte invited architects at Padiglione Italia, Biennale di Architettura di Venezia

Arcipelago Italia è il tema del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, curato da Mario Cucinella. Una proposta che devial’attenzione dell’architettura dalle grandi metropoli a quello spazio fisico del nostro Paese, dove, anche nelle epoche più remote, le comunità si sono storicamente espresse in un diverso rapporto tra dimensione urbana e territorio. Si tratta di territori spazialmente e temporalmente lontani dalle grandi aree urbane, ma detentori di un patrimonio culturale inestimabile, con peculiarità che pongono l’Italia in discontinuità rispetto all’armatura urbana europea, permettendo di identificarla come uno «spazio urbano nel Mediterraneo», per usare le parole di Fernand Braudel. L’eterogenea identità culturale di questi territori, riflessa nella diversificazione del loro paesaggio, unita ad una vasta estensione territoriale e alla lontananza dai servizi essenziali, ci ha spinto a considerarne il rilancio come un tema strategico per l’intero Paese.

Il progetto di allestimento del Padiglione Italia è stato immaginato come un viaggio lungo l’Arcipelago. L’obiettivo è trasmettere ai visitatori l’anima di questi luoghi, coinvolgendoli in un racconto suggestivo e inclusivo, in un percorso di conoscenza tra presente e passato che sfocia nell’indagine di possibili scenari futuri.

Gravalosdimonte arquitectos é uno dei 6 studi invitati al collettivo di ricerca e saranno presenti con un progetto ibrido su Matera ed il laboratorio Basento, come nodi curativi per la collina materana, con  lo scalo di  Grassano – Garaguso – Tricarico.

Le 5 aree di ricerca:

Appennino Tosco Emiliano, le foreste Casentinesi. Sono al confine tra Emilia Romagna e Toscana, sono tra i boschi più belli d’Italia, luoghi un tempo caratterizzati da un’economia legata proprio alla filiera del legno. Oggi il tema delle foreste deve essere rimesso al centro di un dibattito di rilancio di questo importante settore produttivo. Progetto di ricerca a cura di: Diverserighe studio.

Camerino. Dopo il terremoto ha bisogno di cure e attenzioni e deve essere rilanciata attraverso un’operazione di ricostruzione fondamentale per quel territorio che rappresenta un’economia regionale. Progetto di ricerca a cura di: Modus Architects.

Matera e gli scali ferroviari del Basento.  Gli scali saranno oggetto di due progetti di connessioni e rilancio per Matera e i territori della Valle del Basento, non più luoghi di partenza ma di arrivo per l’apprendimento, la sperimentazione e la cultura. Progetto di ricerca a cura di:  scalo di  Ferrandina di BDR Bureau; scalo Grassano: Gravalosdimonte arquitectos.

La Valle del Belice, Gibellina. Un’operazione coraggiosa, a suo tempo un esperimento straordinario mai terminato e che può rappresentare ancora una grande opportunità. Il rilancio passerà dal recupero del Teatro di Consagra. Progetto di ricerca a cura di: AM3 architetti.

Barbagia, Ottana. Centro urbano della Sardegna noto per lo sviluppo industriale mancato, ma anche per la sua posizione strategica alle porte della Barbagia, territorio noto per la longevità dei suoi abitanti. In quelle zone è necessario lavorare sul tema della salute e sulle nuove modalità di cura. Un prototipo per il Paese intero. Progetto di ricerca a cura di: Simone Solinas architects.

http://www.arcipelagoitalia.it/en/Credits

la máquina de bailar_ juego y expresión en un patio escolar

Hace unos meses, junto con el festival TRAYECTOS “Danza en paisajes urbanos”, empezamos a trabajar sobre la elaboración de una “máquina de bailar”. El objetivo consistía en construir un artefacto para introducirlo en un patio de colegio de modo que, a través de la música, cambiara las dinámicas de comportamiento de los niños en el tiempo del recreo. La máquina, deberá ir apareciendo por diversos espacios educativos de la ciudad, dentro del programa municipal “Barrios creando, creando barrios” que fomenta la inclusión, la integración y la participación.

Los espacios de poder.

La primera cuestión consiste en una reflexión sobre la ocupación del espacio libre de los colegios a través de las diversas actividades desarrolladas. En este contexto, se observa un aplastante dominio del mundo del fútbol que, en una posición de centralidad, se apropia de los mejores espacios. Paralelamente se detecta una ocupación alternativa de otros espacios residuales por parte de niños que no estaban inmersos en el sistema dominante. Se ha trabajado sobre las ocupaciones, los flujos y las dinámicas, analizando la apropiación de los intersticios y evaluando la dialéctica de los diferentes espacios jerarquizados por los hábitos más comunes.

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4 ideas para el parque colaborativo del centro de nuevas economías

gravalosdimonte_ficha participación 2

¿Es posible vivir sin lugar? ¿Es posible habitar allí donde no se producen lugares?

Sólo una ciudad puede ser habitada, pero no es posible habitar una ciudad si esta no se dispone para el habitar; es decir, si no “proporciona” lugares. El lugar es allí donde nos paramos: es pausa; es algo análogo al silencio en una partitura. La música no se produce sin silencio.

(La ciudad. Massimo Cacciari)

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El pasado día 6 de julio tuvo lugar la segunda jornada para el codiseño del parque colaborativo del centro de nuevas economías de Zaragoza Activa, como continuación de lo trabajado en la primera jornada (http://blogzac.es/jornada-i-participativa-sobre-el-parque-colaborativo).

En ella participaron miembros de diversas asociaciones vecinales, representantes de colectivos (discapacidad, actividad coral, feminismo, juventud), de la Junta de Distrito, miembros de “La Colaboradora”, responsables de programas MIE, emprendedores, arquitectos, así como personas y vecinos interesados que participaban a título individual.

Metodología: Tipificar los deseos

Microsoft PowerPoint - jornada II

Microsoft PowerPoint - jornada II

gravalosdimonte_ficha participación

leer mas:

http://blogzac.es/4-ideas-para-el-parque-colaborativo/

JORNADA (I) PARTICIPATIVA “EL PARQUE COLABORATIVO” CENTRO NUEVA ECONOMÍA

“La hipótesis fundamental parte de la idea de que el espacio público – esa esfera de deliberación donde se articula lo común y se tramitan las diferencias – no constituye una realidad dada, sino que se trata más bien de una construcción laboriosa, frágil, variable, que exige un continuado trabajo de representación y argumentación, cuyos principales enemigos son la inmediatez de una política estratégica y la inmediatez desestructurada de los espacios globales abstractos”.

(El nuevo espacio público. Daniel Innerarity)

El espacio público. Consideraciones iniciales.

El pasado martes 20 de junio se celebró en Zaragoza Activa la primera de las dos jornadas previstas para el codiseño  del “parque colaborativo” de la “Antigua Casa del Director de la Azucarera”, y que pasará a ser el “Centro de Nuevas Economías”.

La jornada contó con una participación muy heterogénea, incluyendo representantes de las Asociaciones de Vecinos, Casa de Juventud, Junta de Distrito, emprendedores de La Colaboradora, así como diversos vecinos que acudieron a título personal.

Primeras aproximaciones

Una vez realizado un diagnóstico consensuado, se formularon una serie de preguntas genéricas sobre el ¿qué?, ¿para qué?, ¿para quién? ¿con quién? y ¿cuándo? que pretendían realizar unas primeras aproximaciones a los posibles usos del espacio exterior.

Os invitamos continuar la definición de la propuesta en la SEGUNDA JORNADA #imaginatuparque que se realizará el día 6 de julio, de 17.00 a 20.00 en Zaragoza Activa.

Para inscribirse:

http://blogzac.es/jornada-i-participativa-sobre-el-parque-colaborativo/