usos temporales al puerto de Génova

             #usitemporanei al Porto di Genova – Ponte Parodi

LA REINVENCIÓN DE LA CIUDAD

Las ciudades vienen definidas temporalmente por la producción de sus espacios. Cada época crea una capa propia, que le otorga identidad y personalidad. De ese modo, la ciudad puede entenderse como un palimpsesto, como una realidad formada por diversas miradas superpuestas que responden a diferentes connotaciones coyunturales, sociales, culturales, económicas, etc.

La crisis contemporánea ha dejado numerosos lugares a la espera de ser reinterpretados y reapropiados por la ciudad. Edificios en desuso, ruinas industriales, vacíos urbanos o paisajes abandonados conforman una serie de posiblidades para repensar la ciudad, para reprogramarla, para “meter en carga el sistema” con los códigos de lo contemporáneo.

En este sentido, Génova dispone de un espacio sorprendente, un lugar para soñar una ciudad diversa, sugerente, emocionante. Un vacío que permite escribir frases inesperadas, una hoja en blanco. El puerto, actualmente desconectado de la ciudad, se entiende como un espacio de oportunidad por el que Génova puede asomarse de un modo creativo al corazón de su identidad, al mar.

A la espera de un proyecto definitivo, el workshop trabaja en la posibilidad de apropiación de ese espacio mediante usos temporales, no impuestos de modo rígido, sino con la suficiente flexibilidad para que puedan suceder acontecimientos diversos e inesperados. Pasear, correr, jugar, tomar el sol, pescar, leer,…Cuestiones que pueden reformularse con la lógica de la temporalidad y que darán respuesta a necesidades reales. Para ello se han generado una serie de imágenes ficticias que reflexionan sobre un lugar lleno de posibilidades y que responden a la manera de soñar los espacios.

Y mientras se espera que llegue un planeamiento definitivo, los genoveses podrán continuar escribiendo en los resquicios de la ciudad, reapropiándose de su tiempo y de su espacio, pensar en un mundo que no les viene dado, sino que lo continúan fabricando con los códigos de sus deseos.

  

  

@silviabadalotti

italiano:

La reinvenzione della città

La città viene definita temporalmente dalla produzione degli spazi; ogni epoca definisce uno strato proprio, assegnandole via via identità e personalità. In questo modo, la città viene percepita come un palinsesto, come una realtà formata da sguardi diversi e sovrapposti, che riflettono diverse connotazioni culturali, sociali, economiche.

La crisi contemporanea ha creato molti spazi in attesa di essere reinterpretati. Edifici in disuso, archeologie industriali, vuoti urbani o paesaggi abbandonati che costituiscono opportunità per ripensare le aree urbane, per riprogrammarle, per ricaricarle con codici della contemporaneità.

In questo contesto, Genova possiede uno spazio sorprendente, un luogo dove poter sognare una città diversa, suggestiva, emozionante. Un vuoto che, “nell’attesa di”, permette la scrittura di frasi inattese, una pagina bianca: Ponte Parodi.

Il porto, attualmente disconnesso dalla città, può essere inteso come uno spazio pubblico, uno spazio di opportunità, attraverso il quale Genova può recuperare un rapporto di concreta relazione con il cuore della sua identità: il mare.

In attesa di un progetto definitivo, il workshop SPAZIO DARSENA definisce la possibilità di trasformare questo vuoto in un luogo, attraverso usi temporanei, non imposti in modo rigido, ma caratterizzati dalla flessibiltà necessaria che rende possibile il succedersi di eventi in modo inatteso.

Passeggiare, correre, giocare, prendere il sole, pescare, leggere, sono tutte azioni che possono essere riformulate con la logica del temporaneo, una modalità di riattivazione leggera, dinamica e a basso costo, in grado di dare risposte efficaci a necessità reali.

Il workshop SPAZIO DARSENA suggerisce un immaginario surreale di situazioni possibili, che offrono una riflessione sul luogo e sulle opportunità potenziali che riflettono il modo in cui sogniamo.

E nell’attesa di una pianificazione definitiva, i genovesi potranno continuare a scrivere questo vuoto residuale della città, prendendosi cura del loro tempo e del loro spazio, pensando a un mondo che oggi non gli è dato, ma che potrà essere costruito con i codici dei loro desideri.

Workshop SPAZIO DARSENA / ARCHITETTURA

condotto da: Patrizia Di Monte – Ignacio Gravalos, estonoesunsolar

a cura di: Stefania Toro, Cristina Turco, Maria Pina Usai, Francesca Busellato.

Realizzato da: Georgette Maag, Vittorio Grattarola, Giulia Giorgi, Giovanni Fabbrocino, Eleonora Ghiglione, Giulia Fincato, Arianna Spinale, Serena D’Amora, Stefano Brassan, Linda Buondonno

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